Le vaccinazioni

Le vaccinazioni

In questa sede faccio divulgazione scientifica. Mi diverto nella divulgazione delle notizie che più mi incuriosiscono o mi appassionano, sperando che la stessa curiosità e passione coinvolgano i lettori che accedono a questa pagina. Devo notare, con enorme dispiacere, che aumenta di giorno in giorno il numero di persone che, in nome di uno scetticismo mal riposto, si oppongono alle vaccinazioni.

Oggi sembra andare di moda lo scetticismo. Mi sento di dire che la parola “scetticismo” sembra entrata preponderantemente nel vocabolario di tante persone che si reputano intelligenti e soprattutto amano fare i radical chic. Nel caso dei vaccini lo scetticismo consiste nel ritenere che questi siano inutili perché si pensa che le malattie contro le quali essi ci difendono siano state debellate. Ed, invece, notizie recenti evidenziano come non solo esse non siano state debellate, ma ritornano in auge nel momento in cui la copertura vaccinale non assicura più la cosiddetta immunità di gregge [1, 2, 3].

Bisogna evidenziare che ognuno è libero di agire come vuole. Questo concetto di libertà, tuttavia, non è estensibile in maniera indefinita perché la libertà di ognuno finisce laddove comincia la libertà degli altri. Nel caso specifico dei vaccini, il non vaccinare (alla luce di un presunto diritto a salvaguardare la salute individuale dal pericolo vaccini assolutamente non documentato) espone individui, che per diversi motivi non possono essere vaccinati [4], a patologie da cui ci si potrebbe difendere solo attraverso l’immunità di gregge [3]. Ben vengano, quindi, le norme che impongono la vaccinazione obbligatoria in età prescolare per poter ammettere i bambini alla frequenza scolastica [5].

Non sono un medico, pur occupandomi di scienza. Per questo motivo, rimando a pagine pubbliche gestite da persone più preparate di me per comprendere l’utilità dei vaccini:

Qui la pagina del Dr. Roberto Burioni:
https://www.facebook.com/robertoburioniMD/?fref=ts

Qui la pagina Vaccinarsi di Ulrike Schmidleithner: https://www.facebook.com/VaccinarSI.Vaccinfo/?fref=ts

Qui il blog di Ulrike Schmidleithner: http://vaccinarsi.blogspot.it/

Riferimenti
[1] http://www.lastampa.it/…/allarme-per-il-ritorno…/pagina.html
[2] http://bologna.repubblica.it/…/bimba_di_un_mese_muore_di_p…/
[3] http://vaccinarsi.blogspot.it/…/limmunita-di-gregge-esiste-…
[4] http://www.salute.gov.it/…/c_17_opuscoliposter_133_allegato…
[5] http://www.truenumbers.it/bambini-non-vaccinati/

Opinioni e vaccini: fatti e misfatti

In merito a opinioni e vaccini, qualche giorno fa ho pubblicato un post in cui chiedevo agli utenti che non possono partecipare al seminario sui vaccini del Dr Di Girolamo di postare le eventuali domande e curiosità su questa mia pagina pubblica in modo da consentirmi di fare la loro voce e porre le domande in coda al seminario stesso [1].

Prontamente è arrivata una domanda, non sulla mia pagina, ma in uno dei gruppi che gestisco in cui, a corredo della foto che sto usando per questo post, si chiedeva: “Per esempio, chiedi come la pensa su questa autorevole ricerca. Io stesso, come referee, ne ho visto di peggio” [2].

In realtà, lì per lì, sono rimasto un poco sorpreso. Ho dato, quindi, una risposta temporeggiatrice, riservandomi il tempo di cercare l’autorevole ricerca di cui si accenna nella domanda.

L’autorevole ricerca è citata in un opuscoletto edito dal Gruppo Editoriale l’Espresso [3] in cui l’autore si propone come obiettivo di mettere a nudo le storture legate alla cattiva informazione ed alla manipolazione dei “big data” che fanno tutte le riviste ed i giornali. In particolare, vengono evidenziate le discrepanze tra le sentenze emanate dai giudici in processi civili e/o penali nei diversi gradi di giudizio. Una sentenza favorevole ad un attore del procedimento si trasforma, nel secondo grado, in una sentenza ad esso sfavorevole. Questo implica che, nella babele di gradi di giudizio, il cittadino comune non sappia come muoversi e che idee farsi.

L’autore del predetto opuscoletto, inoltre, attraverso la citazione, a mio avviso capziosa, dei risultati riportati in un articolo di Journal of American Medical Association (JAMA) intende affermare che la babele di opinioni che sembra contraddistinguere il mondo legislativo è identica a quella presente nel mondo scientifico dove la stragrande maggioranza delle ricerche, soprattutto in campo medico, appare fatta male, falsa e priva di ogni tipo di rigore (v. foto a corredo di questo post). Questa situazione, spinta ai suoi limiti, giustificherebbe l’insorgere di movimenti anti-vaccinnisti e pro-omeopatia.

Senza addentrarmi in giudizi sul mondo legislativo che non conosco e su cui potrei commettere facilmente degli errori, mi soffermo solo sull’errore metodologico implicito in quanto scritto in merito alla validità delle ricerche scientifiche nell’opuscoletto riportato nel riferimento [3].

In realtà più volte io stesso ho scritto di frodi scientifiche fatte per i motivi più vari. Al riferimento [4] si trova l’ultimo mio post sull’argomento. All’interno del testo ci sono anche i riferimenti a miei interventi più vecchi sempre in merito a frodi scientifiche,

Allora cosa c’è di nuovo? Nulla. Quanto riportato in JAMA (sebbene l’opuscoletto voglia essere dettagliato, fallisce in questo scopo perché non riporta a quale articolo di JAMA ed a quale numero della rivista si faccia riferimento) non è altro che qualcosa di risaputo. Non posso conoscere quanto è veramente riportato in JAMA sia perché, come già evidenziato, non ci sono riferimenti nell’opuscoletto, sia perché l’unico articolo che sembra attinente e che sono riuscito a trovare è del 2015 [5]. L’opuscoletto di cui in [3] è del 2014. Evidentemente, l’autore dell’opuscolo si riferisce a qualcosa antecedente al 2014.

In ogni caso, anche ammesso che le percentuali riportate in JAMA siano verosimili, ovvero che più della metà delle ricerche in campo medico siano insulse e non servono a nulla, vorrei far notare che gli autori del lavoro pubblicato su JAMA (e di cui non è dato conoscere gli estremi) hanno potuto scrivere una cosa del genere per un motivo molto semplice.

In campo medico, così come in tutti i campi in cui si maneggiano grandi numeri, esistono le cosidette meta-analisi.

Si tratta di lavori di ricerca in cui viene scandagliata la letteratura esistente in merito ad un determinato argomento; si individuano, nel merito, i limiti metodologici di ogni singolo lavoro e si scartano tutti quelli non ritenuti validi. La selezione così effettuata consente di concentrare l’attenzione di tutti (scienziati e non) sugli studi che sono ineccepibili dal punto di vista metodologico. A quel punto si può argomentare in merito ai modelli che meglio descrivono i fatti osservati che, ripeto, sono ottenuti tutti in modo da essere sia ripetibili che riproducibili.

Fatto,quindi, 100 il numero di studi presi in considerazione, 60 di essi mostrano limiti metodologici? Benissimo, la comunità scientifica si concentra sui 40 che, invece, sono attendibili. Su questi 40 studi si costruiscono i modelli che possono spiegare i fatti osservati. I modelli che servono per spiegare i fatti non sono costruiti né per acclamazione, né per elezione, né per un qualsiasi metodo politico democratico. Sono costruiti solo ed esclusivamente da gente che spende la vita per comprendere i dati sperimentali e che ha competenza in materia. Tutti gli altri sono esclusi a meno che non intendano colmare le loro lacune cognitive cominciando a studiare nei settori scientifici di interesse.

In altre parole, in merito ai vaccini o all’omeopatia non esiste nessun dibattito. E non è possibile instaurare nessun dibattito se non tra persone che hanno lo stesso background culturale. Questo vuol dire che un cardiologo NON può discettare di vaccini con un virologo, così come un virologo NON può mettersi a parlare di cardiologia con un cardiologo. Allo stesso modo chi si è laureato alla scuola della vita leggendo i libri dell’università Google, non è i grado di confrontarsi con nessuno dei professionisti anzidetti.

Riferimenti

[1]https://www.facebook.com/events/767116230110172/permalink/780576812097447/?ref=4&action_history=null
[2] https://www.facebook.com/…/383…/permalink/1334609296609852/…
[3] http://osle.it/…/la_legalita_e_il_rovescio_della_medaglia_-…
[4] https://www.facebook.com/RinoConte1967/posts/1905050496383144:0
[5] http://jamanetwork.com/journa…/jama/article-abstract/2397816

Correlazioni e causalità ovvero delle fallacie degli antivaccinisti

Ecco cosa intendo per fallacie degli antivaccinisti.

Il grafico che sto usando per illustrare questa breve nota riporta in ascisse (asse x) il tempo espresso in anni, mentre in ordinate (asse y) due variabili; a sinistra c’è la quantità di mozzarella consumata per anno, a destra il numero di persone che negli stessi anni è riuscita a concludere il suo percorso di dottorato di ricerca.

Questo grafico è veramente utile. Consente di dire che il consumo di mozzarella è direttamente correlato alla capacità degli studenti di poter concludere brillantemente il proprio percorso di dottorato.

In effetti è un bene. Sotto l’aspetto economico un grafico del genere fa il bene dei caseifici Italiani riconosciuti a livello internazionale per la qualità dei loro prodotti.

Studenti di tutto il mondo, consumate mozzarella Italiana e diventerete dottori di ricerca!

Bello vero?

Il punto è che grafici di questo tipo si possono costruire per ogni cosa e non hanno alcuna validità scientifica. Un esempio tipico sono le classiche correlazioni causali invocate dagli antivaccinisti.

Questi in genere dicono: la tal patologia (autismo, paralisi o altro) si è verificata dopo l’assunzione del vaccino. Ho visto mio figlio trasformarsi in malato cronico dopo la fatidica iniezione vaccinale.

Questa presunta correlazione che si basa solo sull’osservazione soggettiva di una relazione causa-effetto non ha alcuna validità scientifica. Questo viene più volte indicato da tanti specialisti e divulgatori tra cui il Prof. Roberto Burioni e Ulrike Schmidleithner. Il primo gestisce una piacevolissima pagina che si chiama Roberto Burioni, Medico, la seconda gestisce da tantissimo tempo una utilissima pagina che si chiama VaccinarSI. Entrambi sono in prima linea per la corretta informazione in merito all’indiscussa validità della profilassi vaccinale.

Aggiungo di mio un documento della American Academy of Pediatrics (AAP) al seguente link: https://www.aap.org/…/Docu…/immunization_vaccine_studies.pdf in cui vengono riassunte le conclusioni di un bel po’ di lavori scientifici. Da queste si evince che i vaccini non hanno alcuna controindicazione e, comunque, non sono assolutamente correlati ad autismo o altre patologie come tante volte, e fin troppo spesso, richiamato dagli antivaccinisti.

Come è esplicitamente dichiarato dalla AAP, i vaccini sono sotto costante e continuo controllo proprio perché devono essere utilizzati su individui molto piccoli e/o indifesi sotto l’aspetto immunitario:

“The safety and effectiveness of vaccines are under constant study. Because vaccines are designed to be given routinely during well-child care visits, they must be extraordinarily safe. Safety testing begins as soon as a new vaccine is contemplated, continues until it is approved by the FDA, and is monitored indefinitely after licensure. The American Academy of Pediatrics (AAP)
works closely with the Centers for Disease Control and Prevention (CDC) to make recommendations for vaccine use”

Gli unici responsabili della sindrome autistica non sono i vaccini, bensì i geni. In altre parole, la sindrome autistica è una patologia genetica. Uno studio pubblicato nel 2012 lo dimostra molto chiaramente: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3513682/.

Una conclusione del genere non è piacevole perché, in genere, i genitori non hanno strumenti per poter affrontare la natura genetica della sindrome autistica dei loro figli. Quando si prendono in considerazione fattori genetici, ognuno di noi si sente responsabile in prima persona dei danni subiti dai propri figli, sebbene nessuno di noi sia responsabile di alcunché.

Il mondo scientifico è fatto da tante persone. Ci sono studiosi (e sono la maggioranza) che prendono molto seriamente il loro lavoro e cercano di apportare miglioramenti alla nostra salute attraverso l’implementazione delle conoscenze umane. Tuttavia, ci sono anche quelli profondamente disonesti come Wakefield (https://it.wikipedia.org/wiki/Andrew_Wakefield), che approfittano delle nostre paure e ne vogliono trarre beneficio.

Il mondo scientifico è in grado di porre rimedio ai danni provocati da questi truffatori attraverso la corretta applicazione del metodo scientifico.

Noi tutti (e mi rivolgo ai miei colleghi) dobbiamo fare ancora di più per fare in modo che gli anticorpi basati sul metodo scientifico siano in grado di agire anche su chi non ha gli strumenti che noi ci siamo costruiti con anni di studio e di applicazioni sperimentali. Solo in questo modo truffatori, ciarlatani ed imbonitori possono avere vita sempre più difficile e breve.

Fonte del grafico: https://www.fastcodesign.com/…/hilarious-graphs-prove-tha…/5

L’immunità di gregge

Più volte ho parlato di vaccini e della loro importanza [1, 2] e proprio recentemente, su questa pagina è stata fatta una diretta col Dr Di Girolamo che ci ha parlato dell’importanza dei vaccini [3]. Durante la sua presentazione, il Dr Di Girolamo ci ha parlato anche dell’immunità di gregge. Si tratta della capacità che ha una popolazione di tener fuori batteri e virus pericolosi per l’uomo, quando una buona parte della popolazione stessa è immune (per effetto delle vaccinazioni) ai predetti batteri e virus.

Non è semplice comprendere il significato di immunità di gregge. Infatti, nonostante medici preparati cerchino di spiegarne l’importanza per quella parte di popolazione che non può essere soggetta a vaccinazione perché immunodepressa, c’è sempre qualcuno che dice “ma cosa vuoi che sia. Non mi vaccino tanto tu sei vaccinato e non ti può accadere nulla”.

I vaccini, di solito innocui per individui sani, diventano pericolosi per persone immunodepresse perché anche batteri e virus depotenziati possono avere effetti devastanti se il sistema immunitario non è capace di “agire” in tempo per bloccare l’azione di quanto contenuto nei vaccini stessi (mi scuso con i medici per il mio linguaggio non appropriato).

Per poter comprendere l’importanza dell’immunità di gregge, si può far riferimento ad una bellissima animazione in questo link: https://www.theguardian.com/…/-sp-watch-how-measles-outbrea….
Si osserva la propagazione del morbillo in una popolazione con percentuale crescente di individui vaccinati. Più alta è la percentuale di individui vaccinati, più bassa è la probabilità che il morbillo possa infettare persone che, loro malgrado, non possono acquisire resistenza al morbillo a causa di patologie che li rendono immunodepressi.

Trovo questa illustrazione veramente molto istruttiva.

Riferimenti
[1]https://www.facebook.com/RinoConte1967/photos/a.1652785024943027.1073741829.1652784858276377/1929693550585505/?type=3
[2] https://www.facebook.com/RinoConte1967/photos/a.1652785024943027.1073741829.1652784858276377/1928641477357379/?type=3
[3] https://www.facebook.com/pg/RinoConte1967/videos/…

Sulla correlazione casuale e non causale vaccini/autismo

Non sono un medico. Come scrivevo un po’ di tempo fa, questo potrebbe rendermi non credibile quando faccio invasione di campo e parlo di argomenti che non sono strettamente di carattere chimico o correlati in qualche modo alla salvaguardia ambientale o alla chimica fisica applicata all’ambiente (i miei campi di ricerca). Tuttavia, sono un tecnico, ovvero mi occupo di scienza da un po’ di tempo ed ho sviluppato, o almeno credo di aver sviluppato, quel senso critico che porta chiunque si occupi di scienza in modo serio a saper distinguere le scemenze da ipotesi più o meno attendibili.

Quando leggo di lavori ritrattati o ritirati dalla letteratura scientifica perché i dati sperimentali erano stati ottenuti alterando i risultati, inventandoli di sana pianta o frodando, sono certo che le ipotesi fatte sulla base di quei dati non possono essere più prese in considerazione a meno che non sopraggiungano dei lavori basati su dati oggettivi e meno attaccabili sotto l’aspetto metodologico. È il caso parecchio frequente oggigiorno della correlazione vaccini/autismo. Questa correlazione si basa su un lavoro di un medico britannico che, attraverso esperimenti pilotati, ha pensato di ottenere esattamente la correlazione anzidetta. Ma di questo ho già scritto e non vale la pena ripetermi.

La curiosità mi ha spinto stavolta a cercare nella letteratura scientifica se esistano studi che riescano ad individuare le possibili cause della sindrome autistica. Ho fatto una ricerca veloce in rete usando poche parole chiave e tra le centinaia di siti spazzatura sono riuscito a trovare un po’ di lavori nei quali è stato possibile evidenziare che i vaccini c’entrano nulla con tale sindrome.

Addirittura ben 3 anni prima del famigerato lavoro del medico britannico summenzionato, viene pubblicato un lavoro (http://journals.cambridge.org/action/displayAbstract…) nel quale si riporta testualmente

“The findings indicate that autism is under a high degree of genetic control and suggest the involvement of multiple genetic loci”.

Ovvero, già nel 1995 si sospettava una possibile causa genetica per l’autismo. Ciò è stato confermato qualche anno dopo da un altro lavoro in cui si riporta:

“Review of 2 major textbooks on autism and of papers published between 1961 and 2003 yields convincing evidence for multiple interacting genetic factors as the main causative determinants of autism”.

Il lavoro è qui: http://pediatrics.aappublications.org/content/…/5/e472.short. Ancora una volta fattori genetici sono responsabili della sindrome autistica. Ma la cosa più rilevante è che nel predetto lavoro è anche scritto:

“Autism is a complex, behaviorally defined, static disorder of the immature brain that is of great concern to the practicing pediatrician because of an astonishing 556% reported increase in pediatric prevalence between 1991 and 1997 […] This jump is probably attributable to heightened awareness and changing diagnostic criteria rather than to new environmental influences”.

Ovvero, l’aumento del numero di casi di bambini autistici si deve al miglioramento delle tecniche usate per la diagnosi della sindrome. In altre parole, i vaccini non c’entrano NULLA. Ma se anche questo non bastasse, o si ritenesse che le riviste linkate non siano sufficientemente autorevoli, un ulteriore lavoro (http://link.springer.com/article/10.1007/s10803-004-1038-2) riporta che

“Autism is a heterogeneous disorder that can reveal a specific genetic disease. This paper describes several genetic diseases consistently associated with autism (fragile X, tuberous sclerosis, Angelman syndrome, duplication of 15q11-q13, Down syndrome, San Filippo syndrome, MECP2 related disorders, phenylketonuria, Smith–Magenis syndrome, 22q13 deletion, adenylosuccinate lyase deficiency, Cohen syndrome, and Smith–Lemli–Opitz syndrome) and proposes a consensual and economic diagnostic strategy to help practitioners to identify them”.

In altre parole, la sindrome autistica ha origini genetiche e potrebbe essere legata ad altre sindromi genetiche come quella Down.

E veniamo ai giorni nostri. È di qualche giorno fa la pubblicazione di un lavoro fatto su dei primati in cui si rileva assenza di correlazione tra vaccino e autismo: http://www.pnas.org/content/112/40/12498.full.pdf. La cosa interessante di questo lavoro pubblicato su PNAS (rivista molto quotata) è che neanche la somministrazione di un derivato organico del mercurio, usato come stabilizzante nei vaccini, ha avuto alcun effetto sui primati. Sempre nel 2015, ovvero pochi mesi fa, un lavoro apparso su Cell (altra rivista quotatissima in ambito scientifico) riporta che la sindrome autistica può essere dovuta alle modifiche di un gene particolare indicato come UBE3A. Il lavoro è qui: http://www.cell.com/abstract/S0092-8674(15)00770-9.

Qualche altro lavoro, piuttosto che modifiche genetiche, attribuisce a fattori ambientali l’insorgenza della sindrome: http://archpsyc.jamanetwork.com/article.aspx…. In ogni caso i vaccini sembrano completamente scagionati. Non sono responsabili dell’autismo la cui diagnosi è solo casualmente fatta nel periodo delle vaccinazioni pediatriche.

Allora la domanda diventa d’obbligo. Perché tanta gente continua ostinatamente a voler attribuire ai vaccini la causa scatenante dell’autismo?

Non sono neanche uno psicologo, ma la mia opinione (e proprio per questo soggettiva) si basa su due ordini di fattori. Il primo è che se la sindrome autistica avesse cause genetiche, un genitore si sentirebbe direttamente, ma anche erroneamente, responsabile dell’autismo del figlio. Quale genitore si vorrebbe sentir dire che qualcosa è andato storto nei processi di replicazione del DNA durante la gestazione con la conseguente insorgenza (diagnosticata ben oltre il parto) della sindrome autistica? Quale genitore, ritenendosi erroneamente responsabile della sindrome del figlio, non pensa che, secondo natura, toccherà a lui morire per primo e lasciare un figlio non completamente autosufficiente privo di qualsiasi sostegno per il resto della sua, possibilmente, lunga vita? Non si è pronti. Non sono un padre, ma penso che non si sia mai pronti ad accettare qualcosa del genere. Meglio, molto meglio, incolpare il destino o un Dio qualunque. Oggi, e questo è il secondo dei due ordini di fattori citati prima, la scienza ha preso il posto della religione. La gente comune, ovvero chi non si occupa di scienza, ricerca in essa le certezze che una volta erano date dai preti. Il problema è che la scienza non dà certezze. La verità scientifica è tutt’altro che assoluta. Non è la verità immutabile della religione. Da qui la mancanza di fiducia generalizzata nei confronti di tutto il comparto scientifico che viene incolpato dell’incapacità di indicare una strada sicura ed immutabile per la comprensione di fenomeni che rispondono solo al caso.

#iovaccino, NO alla #disinformazione

 

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