Bustine di scienza. La creatività

Questa Bustina è dedicata ad una concezione errata che molti – che non hanno familiarità con la scienza – hanno in merito alla creatività in ambito scientifico.

Molte volte leggo o sento dire che gli scienziati non hanno creatività perché sono abituati al pensiero analitico. Il pensiero analitico si sviluppa grazie al fatto che, durante i propri studi, gli scienziati imparano a leggere i numeri ed a ragionare in modo estremamente logico, senza alcuno spazio per voli pindarici.

In realtà questa è una concezione errata che si ha del pensiero scientifico.

In generale, si associa la creatività con il pensiero artistico o quello sportivo, per esempio. Ma pensate veramente che un individuo possa diventare un virtuoso del pianoforte o un eccezionale calciatore senza anni passati ad esercitarsi in noiosi e ripetitivi esercizi musicali o allenamenti? Allo stesso modo, uno scienziato spende la prima parte della sua vita imparando ed esercitando la mente con noiosissimi esercizi analitici. Solo dopo aver creato la base mentale, uno scienziato può dare sfogo alla sua creatività proponendo modi nuovi ed eccitanti di investigare la realtà che ci circonda.

Einstein, che tanto affascina chi la scienza non la vive, non è stato un genio nato dal nulla. Le sue teorie estremamente affascinanti nascono da anni di studi e di esercizi mentali.

Creatività non vuol dire elaborare una teoria attraverso la prima cosa che passa per la testa. Creatività vuol dire proporre soluzioni innovative sulla base di una conoscenza condivisa. La creatività è fondamentale per la scienza. Per esercitarla nel modo corretto, occorre saper leggere le note, saper fare le scale, saper usare la tecnica. Solo dopo aver imparato le basi, ci si può dilettare nella composizione musicale e suonare il jazz.

2 risposte a “Bustine di scienza. La creatività”

  1. Caro Rino grazie per la bustina, intanto auguri i per oggi! Concordo che il mestiere del ricercatore e’ in equilibrio tra la noia mortale e la gioia di vedere qualche fenomeno nuovo. In mezzo c’ e’ la creativita’, o meglio la sete di sapere che spinge i nostri neuroni a trovare delle risposte. Cercare delle soluzioni anche quando la realta’ sembra priva di senso . Vedere i numeri senza pregiudizi, lasciare libera la curiosita’ , pensare al contrario, osservare tutto e ripartire da zero. La mente creativa trova sempre qualche cosa di nuovo.

    1. Caro Claudio,
      Il tuo riscontro mi onora moltissimo. È esattamente come lo descrivi. Raccogliamo numeri apparentemente senza senso e poi cerchiamo di ricostruire un disegno generale sperando di averla imbroccata giusta. Il piacere è tutto lì, nel costruire qualcosa di nuovo usando anche cose già note da tempo. Grazie per aver trovato il tempo di leggermi

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