Cosa sbagliano i divulgatori scientifici di professione

Non lo faccio spesso, ma qualche volta ci sono articoli da altri blog che mi colpiscono molto favorevolmente. Questa volta condivido tutti i contenuti che Andrea Grignolio riporta in un suo articolo su Wired in merito al significato di “divulgazione scientifica” ed a cosa c’è di sbagliato nelle azioni dei divulgatori scientifici di professione.

Devo dire che tra i cosiddetti divulgatori professionisti è nato un nuovo sport (non so se diventerà una disciplina olimpica) che può essere indicato come “tiro al Burioni”.

Come nota il Prof. Grignolio nel suo articolo, oggi, più che concentrarsi sull’efficacia della comunicazione, che dipende in primis dal contenitore in cui il messaggio è veicolato, dal target a cui il messaggio è diretto (ovvero a chi si intende comunicare) e dal contesto storico culturale del momento, i cosiddetti comunicatori professionisti si concentrano “sullo stile [comunicativo di Burioni] in modo strumentale per attaccare l’autore del messaggio, confondendo cioè il messaggio con il messaggero”. Ciò che, quindi, appare è un indebolimento del messaggio che gli stessi comunicatori intenderebbero veicolare.

Ma non vi tedio più di tanto. Vi invito, invece, a leggere l’articolo completo al link qui sotto. Buona lettura.

Quello che i critici di Burioni non hanno capito della divulgazione scientifica

Fonte dell’immagine di copertina (qui)

Frammenti di Chimica, patto per la scienza e riflessioni

 

Ho appreso dalla casa editrice di “Frammenti di Chimica” che il mio libro è stato il più venduto del 2018.

È stata la mia prima esperienza divulgativa al di fuori dei circuiti scientifici per addetti ai lavori ed è stata una sorpresa anche per me apprendere che, per l’anno appena trascorso, tantissimi lettori hanno deciso di intraprendere la lettura di un testo semi divulgativo di chimica. Ho scritto “semi divulgativo” perché mi sono reso conto io stesso che la lettura del libro non è esattamente immediata e di facile comprensione per chi non ha già una preparazione matematica, chimica e fisica di base. In effetti, occorre tanta pazienza per superare certi scogli di cui mi sono reso conto solo dopo la pubblicazione.

In ogni caso, in un mondo in cui la parola “chimica” incute timore (anche all’università accade questo), sapere che ci sono state (e spero ancora ci saranno) persone che hanno letto un libro in cui la predetta parola campeggia indisturbata nel titolo, è stata una grande soddisfazione.

Mi sono convinto (ma è una mia opinione legata molto al mio ottimismo intrinseco) che la grande diffusione di allarmismi “chimici” attraverso le casse di risonanza dei vari social e blog pseudoscientifici presenti in rete, è dovuta ad una minoranza molto rumorosa di personaggi dubbi in cerca di notorietà e di facili gratificazioni economiche. Questi personaggi, facendo leva sulle paure ancestrali presenti in ognuno di noi, innescano dei meccanismi di diffusione delle notizie pseudoscientifiche che seguono le classiche dinamiche dei fluidi.

Cosa voglio dire?

Immaginate di trovarvi in una piazza affollata di gente; siete uno accanto all’altro in uno spazio molto ristretto. Immaginate ora che in un punto indistinto della piazza affollata qualcuno, per scherzo, urli “al fuoco”. Cosa pensate possa accadere? Accade che la maggioranza delle persone attorno a colui che grida “al fuoco” si guarderanno attorno per capire cosa accade; alcuni – pochi – cominceranno a fuggire, ma, data la calca, non potranno muoversi agilmente e cominceranno a spingere via le persone attorno a loro. Queste ultime spingeranno via le persone immediatamente vicine e così via come in un domino impazzito.

L’analogia tra “folla in preda al panico” e “dinamica dei fluidi” è stata veramente studiata. Se ne volete sapere di più basta cliccare qui oppure qui, se desiderate leggere lo studio originale.

Ma il punto non è questo

Nel mio esempio, la piazza affollata è il web; la persona che grida “al fuoco” è l’individuo che, per motivi che al momento non mi interessa indagare, divulga notizie false in merito, per esempio, ai vaccini (qui); la folla che si muove concitata siamo tutti noi che veniamo spinti disordinatamente in tutte le direzioni da quei pochi che si fanno prendere dalle loro paure.

Il risultato finale, come  il movimento incontrollato della folla soggetta all’isteria collettiva, è la diffusione incontrollata delle notizie pseudoscientifiche.

C’è un modo per proteggerci dalla confusione dovuta a panico ed allarme ingiustificati?

La risposta a questa domanda è: sì. Come è possibile arginare il movimento isterico di una folla in preda al panico attraverso un cordone di persone che mantengono la calma e ne consentono un fluire ordinato e non casuale, allo stesso modo è possibile arginare la diffusione della pseudoscienza, del panico e dell’allarme sociale incontrollato attraverso l’azione di persone che mantengono dritta la barra del timone della razionalità.

Siamo tutti noi, addetti ai lavori, che dobbiamo far fronte comune contro l’isteria collettiva innescata da pochi “facinorosi”, che possono occupare anche posizioni di rilievo, che gridano irrazionalmente “al fuoco”.

Ci stiamo riuscendo? Non ci stiamo riuscendo? Quello che vedo è che un gruppo molto ampio di persone che include sia scienziati di fama internazionale (penso, per esempio, a Enrico Bucci, Roberto Burioni, Pier Luigi Lopalco e tanti altri che ora non sto ad elencare) che giornalisti di indubbio valore etico (e qui penso per esempio a Gerardo D’Amico, Elio Truzzolillo, Francesco Mercadante e molti altri ancora che non sto ad elencare) si stanno compattando intorno a quella che ho definito “barra del timone della razionalità” per tentare di mettere un freno agli allarmi sociali ingiustificati e arginare la deriva pseudo scientifica che sembra aver caratterizzato il nostro paese negli ultimi anni.

130 scienziati contro le fake news scientifiche

È alla luce dell’obiettivo comune legato non solo alla corretta divulgazione scientifica, ma anche alla corretta concezione di cosa sia la scienza, che 130 scienziati hanno firmato un documento contro le fake news sempre più frequenti sui vaccini. Trovate l’appello qui sotto:

Vaccini e corretta informazione scientifica

Il patto per la scienza

È per lo stesso motivo che il Prof. Burioni, assieme ad un nutrito gruppo di altri scienziati, si è fatto fautore di un patto con la politica per la corretta concezione della scienza. Questo patto non è aperto solo agli addetti al settore ma a tutti. Tutti quelli che vogliono aderire possono inviare un messaggio a info@medicalfacts.it indicando il loro nome e cognome. Qui sotto il patto per la scienza

Il Patto trasversale per la scienza, che mette d’accordo Grillo e Renzi

Conclusioni

Perché sono partito dal risultato di vendite del mio libro (per il quale devo ringraziare tutti voi che mi avete dato fiducia) per fare delle riflessioni sulla diffusione incontrollata di fake news? Semplicemente perché sono rimasto sorpreso io stesso da questo risultato che mi ha comunicato l’editore della C1Vedizioni.

Voi che mi seguite da qualche anno sia su questo blog che sulla mia pagina Facebook, spinti dalla voglia di conoscere meglio certe curiosità chimiche, magari anche solo per criticarmi e puntare il dito contro le sciocchezze che posso aver scritto,  avete deciso di leggere il libro che ho scritto.

Vi ho convinto? Non vi ho convinto? Ho avuto tanti riscontri positivi ed anche alcuni riscontri negativi. Quello che spero, però, è che la lettura di “Frammenti di Chimica” abbia almeno fatto venire dei dubbi a quelli di voi che rappresentano la frangia più difficile da convincere in merito alla pseudo scienza di cui si sono finora nutriti.

E devo ringraziare ancora una volta tutti voi per aver voluto fare di me un piccolo anello della catena che serve a tener ferma “la barra del timone della razionalità”.

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Fonte dell’immagine di chiusura (qui)

Un nuovo scoop

di Enrico Bucci e Pellegrino Conte

Il Tempo, che in questi giorni ci ha abituato ai suoi rilanci in tema di sicurezza di vaccini, riporta oggi a pagina 6 l’ennesimo articolo a firma dell’ex senatore e presidente dell’ordine dei biologi D’Anna, che ancora una volta ritorna a modo suo sulla questione della sicurezza vaccinale.

Il titolo recita così:

Ecco lo studio segreto sui vaccini

Segreto? Davvero? Trattasi di un lavoro così segreto da essere stato pubblicato nel 2013 su una rivista scientifica ad accesso libero, cosiddetta “OpenSource” (PlosOne), scaricabile qui; una presentazione da parte del dott. Pellegrino, uno degli autori, è presente pure sul sito di EpiCentro (AIFA), qui.

Giusto per essere chiari, al tempo della pubblicazione l’articolo fu ampiamente condiviso dalla comunità scientifica, è citato ed è ben noto a chi lavora nel settore.

Di cosa parla la pubblicazione? Di uno dei possibili effetti collaterali della vaccinazione, la cosiddetta ADEM, encefalomielite acuta disseminata, che può insorgere in soggetti probabilmente predisposti a seguito dell’esposizione ad antigeni diversi (non necessariamente quelli presenti in un vaccino). Ricordiamo che i vaccini sono farmaci, e come tali non son esenti da effetti collaterali (anche se per esempio molti di meno dell’aspirina).

Peraltro, nel lavoro di PlosOne gli autori onestamente ammettono che lo studio:

“suffers from lack of rigorous case verification due to the weakness intrinsic to the surveillance databases used”

Per chi non avesse dimestichezza con l’Inglese, vuol dire che i dati riportati nel lavoro vanno presi con le pinze.

In ogni caso, a dar retta agli autori dello studio cui fa riferimento l’ex senatore nel suo articolo di oggi sul Tempo, si parla di 205 e 236 casi di encefalomielite acuta disseminata riportati nel periodo 2005-2012 in due diversi database che contengono tutti gli eventi avversi da vaccino registrati negli USA e in Europa.

Ed ecco che qui si comincia a capire: poche centinaia di casi (di cui ancor meno fatali), in tutte le nazioni occidentali, in un periodo di 8 anni, su un insieme che contiene dati, a detta degli stessi autori, di questa dimensione:

“information on adverse events having occurred in over one billion people”

ovvero informazioni ottenute su più di un miliardo di persone.

Cosa vuol dire questo? Vuol dire che su oltre un miliardo di persone che hanno denunciato almeno un evento avverso, sono stati rilevati solo 441 casi di encefalomielite acuta disseminata. In altre parole, l’evento avverso preso in considerazione si presenta nello 0.0000441 % dei casi di evento avverso – circa 4-5 persone ogni 10 milioni di persone che hanno denunciato almeno un evento avverso.

Naturalmente, come è ben noto le persone che hanno riportato negli anni almeno un evento avverso da vaccino sono una piccola minoranza del totale dei vaccinati; per cui la domanda che sorge spontanea è quella relativa a quanti eventi di encefalomielite acuta disseminata si osservano sul totale dei vaccinati (non su quelli che riportano eventi avversi).

La risposta è contenuta in un apposito studio, che potete trovare qui: su un campione di 64 milioni di dosi vaccinali (di tutti i tipi di vaccini), si sono osservati 8 casi di encefalomielite acuta disseminata.

Sono tanti? Sono pochi?

Andiamo un attimo sulla pagina dell’ISTAT (qui). Si può vedere che nel 2016, per l’Italia, l’incidenza di incidenti domestici è stata di circa l’1.1 %. Questo numero vuol dire che su mille persone che svolgono una qualche attività domestica, 11 subiscono un qualche incidente più o meno grave.

Non è difficile a questo punto comprendere che fare una qualsiasi attività casalinga sia molto ma molto più pericoloso rispetto al rischio di incorrere in encefalomielite acuta disseminata dopo un qualsiasi vaccino.

Ma lasciamo stare le casalinghe: qual è la probabilità di morire colpiti da un fulmine in Italia? Ogni anno, secondo i dati disponibili, 10-15 persone muoiono per fulminazione (come riportato anche qui), che come abbiamo visto sono molte di più di quelle che rischiano di prendersi una encefalomielite acuta disseminata dopo un vaccino (considerando il numero di dosi di vaccino somministrate ogni anno in Italia). Aspettiamo quindi di vedere su “Il Tempo” il pubblicato quindi un articolo di cui ci sentiamo di suggerire il titolo: “Studio segreto sui fulmini”.

A questo punto si potrebbe obiettare che, sebbene il rischio di subire incidenti domestici o quello di essere fulminati siano molto maggiori dei rischi discussi da Il Tempo nell’articolo di oggi, essi sono rischi inevitabili, mentre la vaccinazione è comunque in linea di principio un atto che avviene per scelta del legislatore o dell’individuo.

Consideriamo allora la più blanda forma di trattamento volontario possibile, uno di quelli che abbiamo spesso entrambi criticato per la sua base pseudoscientifica: qual è il rischio di eventi avversi connesso all’assunzione di una pillola omeopatica, un prodotto cioè completamente privo di principi attivi e che in linea di principio dovrebbe essere assolutamente innocuo? Qui, per esempio, si riporta che circa 3 persone su 100 possono sperimentare effetti avversi anche molto gravi e potenzialmente letali, dovuti ad esempio all’allergia al lattosio delle pillole omeopatiche.

In conclusione: lancereste un allarme mettendo in guardia le persone dal bere acqua, perché l’acqua fresca può a volte avere effetti letali?

Link alla pagina di Enrico Bucci (qui)

Vaccini e corretta informazione scientifica

Enrico Bucci scrive (link originale):

“Oltre a quanto scritto dai biotecnologi di ANBI e da 14 società scientifiche riunite in FISV (che rappresenta nel suo insieme più di 7000 ricercatori), arriva una nuova, pesante presa di posizione sulle analisi di CORVELVA, pagate fra l’altro dall’ordine nazionale dei biologi e pubblicate in prima pagina dal quotidiano il Tempo, da parte di un nutrito gruppo di professori e medici Italiani che risiedono nel nostro Paese o all’estero.

Sono oltre 130 ricercatori, più di 130 scienziati che il mondo ci invidia. Tra di loro c’è per esempio chi è riuscito a trovare il modo di guarire i malati di leucemia, chi ha dedicato la vita allo studio del funzionamento dei nostri neuroni, chi ha introdotto nuove terapie per i tumori solidi, chi ha rigenerato la pele di un bambino con una rara malattia genetica partendo da cellule staminali, chi è sulla frontiera della genetica molecolare; l’elenco è troppo lungo per continuare, ma si può ben dire che tutti insieme portano alta la bandiera della ricerca italiana nel mondo. Tutti insieme, hanno scritto una lettera per dire poche, semplici cose: non credete a chi, per la necessità di raggiungere quanti più lettori possibile e accumulare click, va dietro alle finzioni di chi ha bisogno di dimostrare una tesi precostituita, per la propria stessa esistenza o perchè interessato in altri modi. La ricerca e il controllo sui vaccini sono cose troppo serie per lasciarle nelle mani di chi intende finire sui giornali soffiando sulle paure dei cittadini”.

Qui sotto c’è l’appello dei 130 scienziati italiani.

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La salute dei cittadini passa anche attraverso la corretta informazione. Questa affermazione, apparentemente ovvia, è stata ancora una volta contraddetta dalla pubblicazione di notizie, rilanciate in prima pagina da un quotidiano nazionale, che, senza controllare i fatti e la reputazione di chi presume di averli analizzati sperimentalmente, ha recentemente sollevato il caso di una presunta non conformità di alcuni lotti vaccinali. Senza alcun rispetto per i lettori ha dato credito ad analisi che, per quanto finora trapelato, non hanno nulla di scientifico, trasparente, riproducibile [continua…]

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Fonte dell’immagine di copertina: James Gathany Content Providers(s): CDC • Public domain da Wikimedia Commons