Antivaccinisti ed immunità di gregge

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Antivaccinisti

Molte volte si sente dire da parte degli antivaccinisti: “ma se una persona è vaccinata contro una patologia, perché dovrebbe temere i non vaccinati? Questi non possono trasmettere la patologia ai vaccinati”.

Sembra intuitivo, vero? Ma quante volte ho dovuto evidenziare che la scienza è contro intuitiva?

Sebbene quanto affermato dagli antivaccinisti sembri logico, in realtà denota solo una scarsa conoscenza della biochimica di base.

Batteri e virus sono in grado di moltiplicarsi molto velocemente, più velocemente di quanto facciano gli esseri umani ed in numero nettamente superiore a noi.

Durante le fasi della crescita batterica o della replicazione dei virus, tra i miliardi di batteri e virus che si producono, se ne otterrà sempre un piccolo numero che ha subito delle mutazioni genetiche.

Queste ultime sono tali da non consentire la “sopravvivenza” di questo sparuto numero di mutanti nelle condizioni ambientali in cui essi si trovano. Tuttavia, se le condizioni cambiano, saranno proprio questi pochi mutanti a sopravvivere e a produrre la popolazione in grado di resistere alle mutate condizioni ambientali.

Ognuno di noi è portatore di batteri e virus. Il nostro organismo è un vero e proprio laboratorio chimico in cui questi minuscoli “esserini” prosperano e si moltiplicano.

Il compito dei vaccini è quello di permettere al nostro organismo di sviluppare delle squadre di sorveglianza in grado di riconoscere tra i miliardi di esserini anzidetti quelli che possono portare a delle patologie serie. Una volta individuati i “cattivi”, le squadre di sorveglianza (ovvero i carabinieri all’interno del nostro organismo) procedono all’isolamento ed alla neutralizzazione di questi portatori di patologie.

In altre parole quando ci vacciniamo è come se dotassimo le squadre di carabinieri che controllano lo stato di salute del nostro corpo delle foto segnaletiche dei “cattivi”.

Quando i “cattivi” penetrano dentro di noi, vengono individuati  dai carabinieri grazie alle foto segnaletiche  che abbiamo fornito tramite i vaccini. I carabinieri, quindi, si muovono e  provvedono all’isolamento ed alla neutralizzazione dei “cattivi”.

Se il numero di persone non vaccinate è molto alto, diciamo per comodità al di sotto del 95% che è un numero che in questi giorni abbiamo spesso letto, accade che anche i vaccinati rischiano di essere preda delle patologie dei non vaccinati.

Perché?

Ricordate che ognuno di noi contiene miliardi di esserini? Ebbene più aumenta il numero di individui non vaccinati, più il numero di esserini portatori di patologie aumenta. Più questo numero aumenta più aumenta la possibilità che si sviluppino esserini cattivi mutati. Questi cattivi mutati non corrispondono più alle foto segnaletiche che abbiamo inviato ai carabinieri che controllano lo stato di salute del nostro corpo. La conseguenza è che quando i cattivi mutati penetrano nell’organismo vaccinato, non vengono riconosciuti come “cattivi” e fanno danni.

Capito ora perché è importante portare la percentuale di vaccinati al di sopra di certe soglie? In questo modo impediamo che avvengano le trasformazioni che consentono a batteri e virus cattivi di “mimetizzarsi” e di non essere riconosciuti come tali dal nostro sistema immunitario che è stato “abituato” a riconoscerli senza la maschera dovuta alla mimetizzazione.

Gli antivaccinisti hanno torto. Non è vero che chi è vaccinato non deve preoccuparsi dei non vaccinati. Se il numero dei non vaccinati è molto alto, anche i vaccinati possono cadere preda delle patologie per cui sono state effettuate le vaccinazioni. Infatti virus e batteri mutati, grazie all’elevata percentuale di non vaccinati, non sono più riconoscibili dal sistema immunitario dei vaccinati.

Note, commenti e riferimenti 

  1. Tutto quanto illustrato spiega perché, per esempio, ogni anno bisogna rifare il vaccino anti-influenzale. Pur essendo il virus dell’influenza sempre lo stesso, ogni anno si ripresenta con una “maschera” diversa. Il nostro sistema immunitario, che l’anno precedente era stato abituato a riconoscere una certa “maschera”, non è in grado di riconoscere la nuova “maschera”. La conseguenza è che ogni anno dobbiamo inviare al nostro sistema immunitario le foto segnaletiche relative al nuovo aspetto che il virus dell’influenza ha assunto rispetto all’anno precedente.
  2. La velocità con cui i batteri si moltiplicano e subiscono mutazioni rende conto del motivo per cui abbiamo bisogno di nuovi e più efficaci antibiotici ogni anno che passa. Infatti grazie alla loro rapida crescita, la probabilità che mutazioni casuali producano batteri resistenti agli antibiotici che usiamo è molto alta. La conseguenza è che gli antibiotici attualmente in uso diventano sempre meno utili.
  3. Batteri e virus non fanno altro che attuare le normali strategie per la sopravvivenza contro cui noi dobbiamo opporci con gli strumenti che abbiamo, ovvero le vaccinazioni e formulati farmaceutici sempre più nuovi ed efficaci.
  4. Per approfondire: R. Burioni, Il vaccino non è un’opinione; A. Grignolio, Chi ha paura dei vaccini

Fonte dell’immagine di copertinahttp://www.genitoripiu.it/news/allerta-vaccinazioni-dallistituto-superiore-di-sanita

6 risposte a “Antivaccinisti ed immunità di gregge”

  1. Infatti solo in Italia abbiamo questi Think Tank di promoter dei vaccini a tutti i costi, tanto i costi li paga lo stato, noi.
    La Lorenzin dovrebbe fare più ospedali anziché farsi manipolare da questi mercanti: più welfare, più ospedali e meno obblighi vaccinali o altre amenità. Purtroppo se hai il diploma o la laurea in fuffologia sei facile preda di chi ti presenta tutto in maniera rosea.
    Aspettiamo cosa succederà alla prima pioggia di danni da vaccino…

    1. Pioggia di danni da vaccino?
      Ma lei lo sa che se si vaccina e domani andando al mare le viene una verruca anche questa viene segnalata? la sa la differenza tra segnalazioni e cause dirette? lo sa che non ci sono cause di morte e non ci sono prove?
      Ma di che parla???

  2. Qualcuno si è mai chiesto quanto tempo resta attiva una vaccinazione? circa 10 anni. La popolazione generale viene sottoposta ad un programma di richiamo? No.
    Oggi una persona di 40 anni (a meno di particolari motivi tipo i viaggi internazionali) non riceve richiami da almeno 25 anni…vi sembra garantita la protezione di gregge?! Quanti ragionamenti circostanziali ed ignoranti…I vaccini servono, non c’è dubbio, ma la loro gestione deve essere razionale altrimenti è solo interesse economico, ed in nome dell’interesse economico spesso si trascura il vero obiettivo, la salute pubblica.

    1. mi scusi, ma chi le dice che le persone normali e con un po’ di raziocinio non facciano i richiami quando è necessario? I ragionamenti ignoranti li fa lei. Visto che è sul mio blog la invito cordialmente ad usare un linguaggio opportuno altrimenti desista. NON è necessario venire a scrivere qui dentro. Inoltre, la invito a riflettere più di quanto abbia fatto ed a farsi due conti su cosa costi di più, se la prevenzione o la cura delle patologie. E con questo la saluto cordialmente invitandola di nuovo ad un linguaggio più decente ed educato.

  3. La teoria dell’immunità del gregge è obsoleta l’hanno capito in tutti i paesi piu moderni d’Europa tranne l’Italy… Il virus si diffonde velocemente? L’incubazione va dai 2 ai 12 giorni e fino a incubazione avvenuta per alcune malattie non si diffonde. La velocità delle comunicazioni ormai è in tempo reale. Per esempio: cosa è successo con la SARS in Cina? Tutti con la mascherina, rilevazioni in aereoporto, quarantena e senza vaccini la malattia è stata debellata 😀

    1. Sì, certo. Come no. Do sempre ragione a una certa tipologia di persone. Sono dell’idea che non bisogna turbarle più di quanto esse non siano già. Buon fine settimana.

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