Ci sono momenti in cui bisogna fermarsi e fare il punto della situazione. Cosa ho costruito? Chi sono diventato? Alla soglia dei sessant’anni, ancora lontano dal pensionamento accademico, sento di poter guardare indietro senza rimpianti e avanti senza paura. Questo è quello che ho imparato.
I
Uno scienziato non è definito dalle sue pubblicazioni.
Non dall’h-index, né dal prestigio delle riviste. Uno scienziato è prima di tutto una persona onesta davanti alla conoscenza.
II
La scienza non è una carriera. È un dialogo tra generazioni.
Ciascuno di noi riceve idee, strumenti e intuizioni da chi è venuto prima, e ha il compito di lasciare qualcosa di più a chi verrà dopo.
III
Fare scienza significa avere il coraggio delle idee.
Le idee nuove incontrano sempre resistenza. Devono farlo — è così che la conoscenza avanza.
IV
Uno scienziato deve accettare di sbagliare.
Gli errori non sono fallimenti. Sono il modo in cui impariamo a vedere più chiaramente.
V
Un buon mentore non protegge i giovani dagli errori.
Li aiuta a incontrare i problemi e ad affrontarli, restando nell’ombra quando è necessario.
VI
La scienza non è fatta solo di esperimenti e modelli.
È fatta anche di responsabilità verso le persone con cui lavoriamo.
VII
Alla fine di una carriera scientifica non conta essere ricordati per una teoria.
Conta essere ricordati come una persona giusta con cui lavorare — qualcuno che ha contribuito ad aumentare la conoscenza umana.
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Se una generazione di ricercatori può lavorare meglio e pensare più liberamente grazie al nostro lavoro, allora il nostro compito è stato compiuto.


