A tu per tu con l’esperto: la chimica nella vita quotidiana

Oggi tra le news della C1V edizioni (l’editore del mio libro “Frammenti di Chimica“), compare la rubrica “A tu per tu con l’esperto” in cui vengo intervistato in merito ad alcune curiosità quotidiane.

A proposito dell’acqua, c’è una reale differenza tra l’acqua del rubinetto e quella in bottiglia?

No. L’acqua di rubinetto è buona quanto quella in bottiglia. Anzi si può dire che la prima è soggetta a controlli di qualità chimico-biologica molto più frequenti rispetto a quelli cui sono soggette le acque imbottigliate. L’idea che le acque in bottiglia siano più buone dell’acqua di rubinetto è solo una indicazione che il marketing ha fatto e fa bene il proprio lavoro, ovvero convincere la gente della necessità di qualcosa di cui, in realtà, non c’è necessità [continua…]

Frammenti di Chimica su Mondadori Store

Che dire. Ci son voluti due anni per scriverlo. Mi sono dovuto sciroppare tante di quelle sciocchezze pseudo chimiche che metà bastano, ma “Frammenti di Chimica” mi sta dando soddisfazioni. Da oggi è anche su Mondadori Store (cliccate qui o sull’immagine qui sotto)

oltre che sul sito dell’editore ad un prezzo particolarmente scontato (non lo sapevo. L’ho scoperto per caso cercando un’immagine di copertina per questa notizia). Il link alla C1V edizioni è qui o cliccando sull’immagine qui sotto

Frammenti di chimica su Amazon

Una gradita sorpresa.

Ho appena scoperto che da qualche settimana il mio “Frammenti di chimica. Come smascherare falsi miti e leggende” è disponibile anche su Amazon oltre che sul sito dell’editore (qui). Se avete voglia di fare e/o di farvi un regalo per approfondire il modo con cui si può usare la chimica per smascherare i luoghi comuni più diffusi, ora esiste anche il canale Amazon che potete raggiungere cliccando sul pulsante qui sotto:

Non mi resta altro che ringraziarvi per la fiducia che continuate ad accordarmi leggendo sia questo blog che la mia pagina Facebook oltre che augurarvi una buona lettura.

Frammenti di Chimica, patto per la scienza e riflessioni

 

Ho appreso dalla casa editrice di “Frammenti di Chimica” che il mio libro è stato il più venduto del 2018.

È stata la mia prima esperienza divulgativa al di fuori dei circuiti scientifici per addetti ai lavori ed è stata una sorpresa anche per me apprendere che, per l’anno appena trascorso, tantissimi lettori hanno deciso di intraprendere la lettura di un testo semi divulgativo di chimica. Ho scritto “semi divulgativo” perché mi sono reso conto io stesso che la lettura del libro non è esattamente immediata e di facile comprensione per chi non ha già una preparazione matematica, chimica e fisica di base. In effetti, occorre tanta pazienza per superare certi scogli di cui mi sono reso conto solo dopo la pubblicazione.

In ogni caso, in un mondo in cui la parola “chimica” incute timore (anche all’università accade questo), sapere che ci sono state (e spero ancora ci saranno) persone che hanno letto un libro in cui la predetta parola campeggia indisturbata nel titolo, è stata una grande soddisfazione.

Mi sono convinto (ma è una mia opinione legata molto al mio ottimismo intrinseco) che la grande diffusione di allarmismi “chimici” attraverso le casse di risonanza dei vari social e blog pseudoscientifici presenti in rete, è dovuta ad una minoranza molto rumorosa di personaggi dubbi in cerca di notorietà e di facili gratificazioni economiche. Questi personaggi, facendo leva sulle paure ancestrali presenti in ognuno di noi, innescano dei meccanismi di diffusione delle notizie pseudoscientifiche che seguono le classiche dinamiche dei fluidi.

Cosa voglio dire?

Immaginate di trovarvi in una piazza affollata di gente; siete uno accanto all’altro in uno spazio molto ristretto. Immaginate ora che in un punto indistinto della piazza affollata qualcuno, per scherzo, urli “al fuoco”. Cosa pensate possa accadere? Accade che la maggioranza delle persone attorno a colui che grida “al fuoco” si guarderanno attorno per capire cosa accade; alcuni – pochi – cominceranno a fuggire, ma, data la calca, non potranno muoversi agilmente e cominceranno a spingere via le persone attorno a loro. Queste ultime spingeranno via le persone immediatamente vicine e così via come in un domino impazzito.

L’analogia tra “folla in preda al panico” e “dinamica dei fluidi” è stata veramente studiata. Se ne volete sapere di più basta cliccare qui oppure qui, se desiderate leggere lo studio originale.

Ma il punto non è questo

Nel mio esempio, la piazza affollata è il web; la persona che grida “al fuoco” è l’individuo che, per motivi che al momento non mi interessa indagare, divulga notizie false in merito, per esempio, ai vaccini (qui); la folla che si muove concitata siamo tutti noi che veniamo spinti disordinatamente in tutte le direzioni da quei pochi che si fanno prendere dalle loro paure.

Il risultato finale, come  il movimento incontrollato della folla soggetta all’isteria collettiva, è la diffusione incontrollata delle notizie pseudoscientifiche.

C’è un modo per proteggerci dalla confusione dovuta a panico ed allarme ingiustificati?

La risposta a questa domanda è: sì. Come è possibile arginare il movimento isterico di una folla in preda al panico attraverso un cordone di persone che mantengono la calma e ne consentono un fluire ordinato e non casuale, allo stesso modo è possibile arginare la diffusione della pseudoscienza, del panico e dell’allarme sociale incontrollato attraverso l’azione di persone che mantengono dritta la barra del timone della razionalità.

Siamo tutti noi, addetti ai lavori, che dobbiamo far fronte comune contro l’isteria collettiva innescata da pochi “facinorosi”, che possono occupare anche posizioni di rilievo, che gridano irrazionalmente “al fuoco”.

Ci stiamo riuscendo? Non ci stiamo riuscendo? Quello che vedo è che un gruppo molto ampio di persone che include sia scienziati di fama internazionale (penso, per esempio, a Enrico Bucci, Roberto Burioni, Pier Luigi Lopalco e tanti altri che ora non sto ad elencare) che giornalisti di indubbio valore etico (e qui penso per esempio a Gerardo D’Amico, Elio Truzzolillo, Francesco Mercadante e molti altri ancora che non sto ad elencare) si stanno compattando intorno a quella che ho definito “barra del timone della razionalità” per tentare di mettere un freno agli allarmi sociali ingiustificati e arginare la deriva pseudo scientifica che sembra aver caratterizzato il nostro paese negli ultimi anni.

130 scienziati contro le fake news scientifiche

È alla luce dell’obiettivo comune legato non solo alla corretta divulgazione scientifica, ma anche alla corretta concezione di cosa sia la scienza, che 130 scienziati hanno firmato un documento contro le fake news sempre più frequenti sui vaccini. Trovate l’appello qui sotto:

Vaccini e corretta informazione scientifica

Il patto per la scienza

È per lo stesso motivo che il Prof. Burioni, assieme ad un nutrito gruppo di altri scienziati, si è fatto fautore di un patto con la politica per la corretta concezione della scienza. Questo patto non è aperto solo agli addetti al settore ma a tutti. Tutti quelli che vogliono aderire possono inviare un messaggio a info@medicalfacts.it indicando il loro nome e cognome. Qui sotto il patto per la scienza

Il Patto trasversale per la scienza, che mette d’accordo Grillo e Renzi

Conclusioni

Perché sono partito dal risultato di vendite del mio libro (per il quale devo ringraziare tutti voi che mi avete dato fiducia) per fare delle riflessioni sulla diffusione incontrollata di fake news? Semplicemente perché sono rimasto sorpreso io stesso da questo risultato che mi ha comunicato l’editore della C1Vedizioni.

Voi che mi seguite da qualche anno sia su questo blog che sulla mia pagina Facebook, spinti dalla voglia di conoscere meglio certe curiosità chimiche, magari anche solo per criticarmi e puntare il dito contro le sciocchezze che posso aver scritto,  avete deciso di leggere il libro che ho scritto.

Vi ho convinto? Non vi ho convinto? Ho avuto tanti riscontri positivi ed anche alcuni riscontri negativi. Quello che spero, però, è che la lettura di “Frammenti di Chimica” abbia almeno fatto venire dei dubbi a quelli di voi che rappresentano la frangia più difficile da convincere in merito alla pseudo scienza di cui si sono finora nutriti.

E devo ringraziare ancora una volta tutti voi per aver voluto fare di me un piccolo anello della catena che serve a tener ferma “la barra del timone della razionalità”.

Risultati immagini per inchino gif

 

 

Fonte dell’immagine di chiusura (qui)

Frammenti di Chimica è su Georgofili.info

 

L’Accademia dei Georgofili mi onora di una recensione del mio “Frammenti di Chimica. Come smascherare falsi miti e leggende“. Grazie al Dr. Marcello Pagliai per avermi dato la possibilità di diffondere il mio libro sul sito www.georgofili.info. Qui sotto l’incipit e il link alla recensione.

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UN LIBRO CHE PROVA A SMASCHERARE FALSI MITI E LEGGENDE

Nel villaggio globale in cui ci muoviamo oggi è molto facile che le fake news, cioè le false informazioni, si diffondano con estrema facilità. Chi non ha gli strumenti adatti a riconoscerle può diventare, suo malgrado, il mezzo attraverso il quale esse attecchiscono nella società e generano problemi di ogni tipo. Un esempio è il decesso di un bambino morto per le complicazioni legate ad un’otite curata con rimedi omeopatici, un altro è la riduzione delle coperture vaccinali in atto fino ad un paio di anni fa nel nostro Paese.
Contrastare le false informazioni non è facile. Occorre molta dedizione e lo sforzo combinato di molti professionisti appartenenti a settori differenti. Tra questi, la chimica [continua…]

Fonte dell’immagine di copertinahttps://www.ponteproject.eu/press-review/georgofili-info-un-ponte-contro-la-xylella-fastidiosa/

“Frammenti di Chimica” è su “Ristorazione Italiana”

Frammenti di chimica è arrivato alla terza ristampa in tre mesi ed è in testa alle classifiche di vendita della C1Vedizioni per le vendite dei primi tre mesi dalla pubblicazione. Questo risultato è dovuto solo a voi, i miei lettori, che avete avuto fiducia in me ed avete deciso di leggere le cose che ho messo nero su bianco in un libro semi-divulgativo. Devo ringraziare non solo tutti voi, ma anche tutti quanti hanno deciso di farne recensioni e farmi delle interviste per conoscermi più da vicino. Ultima in ordine di tempo, la recensione che Walter Caputo ha scritto su Ristorazione Italiana.

Se avete voglia di leggere il contenuto potete sfogliare la rivista qui sotto ed andare a pagina 38. Iscrivendovi al sito è anche possibile scaricare gratuitamente la rivista e leggerla con comodo sul vostro tablet. Purtroppo, il check che sto facendo tra PC e iPad mi permette di dire che il link non è raggiungibile sull’iPad, ma solo su PC. Non so se esso si apra su Android. Fatemi sapere.

Per quelli che non sono in grado di accedere all’articolo, eccone le immagini:

Fonte dell’immagine di copertina: qui

Ancora sulla chimica cattiva

 

Ormai anche le dolomiti sanno che sono un chimico; sanno anche che sono alquanto irritabile quando leggo certe cose. E guardando alla foto di Figura 1 mi sono irritato non poco.

 

Figura 1. Post comparso sulla pagina pubblica di una nutrizionista

La dottoressa scrive: “i dolcificanti artificiali, che sono chimici e tossici”.

Cosa vuol dire che i dolcificanti artificiali sono chimici? Forse che il saccarosio (ovvero quella polverina bianca che usiamo per dolcificare il caffè al bar) non è inquadrabile come un composto chimico? Ed il fruttosio? E tutti gli altri zuccheri? Non sono forse anche essi composti chimici? Ma, del resto, esiste un qualche composto nell’intero universo che possa essere definito come “non chimico”? Anche le rocce che sono su Marte sono composti chimici.

Ancora una volta il termine “chimico” viene usato male.

Come sto ripetendo fino alla nausea da un po’ di tempo a questa parte, la chimica è una forma di conoscenza. Come questa conoscenza possa essere utilizzata è ben altro. Non voglio ripetermi per l’ennesima volta. Vi invito a leggere le interviste che ho rilasciato a “La medicina in uno scatto” (qui) e Gravità Zero (qui) oppure l’intervista che è apparsa su Il Sole 24 Ore (qui).

Il linguaggio popolare

Capisco che per le persone che non sono abituate al linguaggio scientifico il termine “chimico” voglia dire “di sintesi”, ovvero fatto in laboratorio. Ma il fatto che un composto chimico sia fatto in laboratorio non vuol dire che esso sia necessariamente tossico. Nella intervista a “La medicina in uno scatto” (qui) faccio l’esempio della nitroglicerina che è un composto che non esiste in natura; può essere usato come esplosivo (e di fatto è l’ingrediente della dinamite), ma anche come medicinale, dal momento che il suo sottoprodotto di degradazione nell’organismo umano è un ottimo vasodilatatore e viene usato come farmaco antianginoso. Questo è solo uno dei tanti esempi che si possono fare. Un altro è l’insulina. Fino a una cinquantina di anni fa, l’insulina (sì, quel famoso ormone la cui carenza è legata all’insorgenza del diabete) era isolata dal pancreas animale (in particolare del maiale). Il suo grado di purezza non era sufficiente a garantirne una completa innocuità perché gli individui che assumevano questo prodotto di origine animale potevano rispondere negativamente alle impurezze in esso contenuto. Oggi l’insulina è fatta in laboratorio (mediante l’uso di organismi geneticamente modificati, sì, proprio i bistrattati OGM) ed il suo grado di purezza assicura agli esseri umani un ottimo grado di tollerabilità. Oggi i diabetici possono condurre una vita “normale” fino a tarda età facendo ovviamente attenzione a ciò di cui si alimentano e facendo uso costante di questo farmaco di sintesi.

I dolcificanti di sintesi

Ed ora ritorniamo ai dolcificanti di sintesi. Sono tossici? Non più di quanto lo sia un qualsiasi altro alimento. Ne parlo molto dettagliatamente nel mio libro “Frammenti di Chimica“, ma ne ho parlato anche diverse volte in un mio reportage sui dolcificanti. Per esempio qui parlo dell’acesulfame K, qui della “tossicità” dello zucchero raffinato (ma ne parlo anche nell’intervista a Gravità Zero, qui), qui parlo della saccarina, qui dell’aspartame. Insomma, la “tossicità” degli edulcoranti di sintesi è una leggenda. È ovvio che se assumiamo quantità enormi di un qualsiasi dolcificante, questo bene non fa. Il trucco è tutto nella moderazione e nella variabilità alimentare.

Metabolismo veloce; metabolismo lento

Altro punto che mi lascia perplesso, e molto, è il concetto di “accelera il metabolismo”. Il metabolismo è una complessa serie di reazioni chimiche dalle quali traiamo la nostra capacità autopoietica (per approfondire ne ho già parlato in passato qui e qui). Il metabolismo (la cui complessità è in Figura 2) non può essere inteso come un’automobile che accelera quando pigiamo sul pedale dell’acceleratore o rallenta quando pigiamo il pedale del freno.

Figura 2. Mappa metabolica (Fonte)

Le reazioni metaboliche vanno in una direzione o nell’altra a seconda delle attività che svolgiamo durante la giornata. “Accelerare” o “rallentare” il metabolismo è un non-senso biochimico; in altre parole non significa nulla. L’uso di questi termini non fa altro che alimentare dei miti e delle leggende popolari che, a loro volta,  posso generare bufale.

Come difendersi dalle bufale?

L’educazione alla scienza, la difesa dalle bufale, passa anche dal modo con cui noi professionisti del settore usiamo le parole. Non possiamo, noi, abbassarci al linguaggio popolare. Dobbiamo fare in modo che il linguaggio popolare venga dismesso e le parole vengano usate nel modo opportuno. Questo lo possiamo fare solo se noi tutti ci impegniamo nella corretta divulgazione ed educhiamo il salumiere, la massaia, il professionista che è fuori dal contesto scientifico, all’uso corretto delle parole che appartengono al nostro mondo.

 

Fonte dell’immagine di copertinahttps://www.scientificast.it/chimica-bella-chimica-brutta-scientificast-126/

Frammenti di Chimica è su “Gravità Zero”

Gravità Zero è un blog che riporta sempre delle interessantissime informazioni in ambito scientifico-tecnologico. Oggi pubblicano un’intervista che mi ha fatto Walter Caputo che, qualche giorno fa, ha anche recensito il mio “Frammenti di Chimica” per il blog “Cibo al microscopio“.

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INTERVISTA AL PROF. PELLEGRINO CONTE, AUTORE DI “FRAMMENTI DI CHIMICA”

di Walter Caputo

Ho recentemente letto il libro “Frammenti di Chimica“, scritto dal Prof. Pellegrino Conte, Ordinario di Chimica Agraria presso l’Università degli Studi di Palermo, e pubblicato da C1V Edizioni. Ho poi scritto una recensione – inerente soprattutto le bufale sullo zucchero – sul blog Cibo al microscopio.

Successivamente ho pensato a delle questioni generali che interessano tutti i lettori non chimici, e quindi ho posto alcune domande al Prof. Conte. Qui sotto potete leggere le sue risposte. Spero vi siano utili per individuare le bufale, capire quando un articolo scientifico è attendibile e – infine – trovare una strada per comprendere la chimica

Quando leggiamo una qualunque notizia, quali sono i principali elementi che ci fanno sospettare che si tratti di una bufala?

Non è facile. Le bufale ben costruite mescolano notizie vere, verosimili e false in modo tale che l’insieme appaia molto credibile. Chi non ha una preparazione tecnica, non è in grado di distinguere il vero dal falso e, di conseguenza, non è in grado di capire se ciò che legge/sente sia reale oppure no…[continua]

 

Frammenti di chimica. La recensione di Walter Caputo

Anche il mio amico Walter Caputo ha recensito “Frammenti di Chimica” per il blog “Cibo al Microscopio”.

GLI ZUCCHERI SPOGLIATI DI MITI, LEGGENDE E FAKE NEWS

di Walter Caputo

Quante persone entrano in un bar e scelgono di bere un caffè con zucchero di canna? Credo che siano molte, ma credo anche che non sappiano perché evitano lo zucchero bianco, ovvero il comune saccarosio. Probabilmente alcuni rifiutano lo zucchero bianco perché è raffinato e sono convinti che faccia male. Sicuramente tali persone non hanno conoscenze chimiche adeguate e hanno deciso di informarsi sullo zucchero da chi non è chimico o da chi ha interesse a vendere determinati prodotti o da chi mette in circolazione fake news su una certa categoria di prodotti, per avvantaggiare i prodotti “concorrenti” o alternativi. C’è poi anche chi si perde in mille commenti e sottocommenti di facebook, scritti da soggetti che non hanno alcun titolo inerente la materia e anche da qualcuno che il titolo ce l’ha, e magari anche le competenze e l’esperienza, ma viene attaccato ai polpacci da tutti gli altri, che sono tanti, agguerriti e spesso maleducati[continua]

Fonte dell’immagine di copertinahttps://ciboalmicroscopio.blogspot.com/

Frammenti di Chimica. La recensione di Nicola Porro

“Frammenti di chimica. Come smascherare falsi miti e leggende” è stato recensito da Nicola Porro, vicedirettore de Il Giornale. La recensione è apparsa il 4 Novembre 2018 sia in forma cartacea (Figura 1) che on line, qui.

Figura 1. “La biblioteca Liberale” di Nicola Porro. Il Giornale 04.11.2018

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La vera scienza ha solo un metodo corretto.

di Nicola Porro

Indro Montanelli aveva definito i bordelli come le uniche istituzioni italiane in cui la tecnica venisse rispettata e la competenza riconosciuta. Oggi che l’istituzione non esiste più (regolamentata, voglio dire), a seguire Montanelli non ve n’è alcuna ove la tecnica sia rispettata o la competenza, quando c’è, riconosciuta. Anzi, se ricordiamo che oltre trent’anni fa, ai tempi del primo referendum sul nucleare, ai competenti del tema era inibito parlare perché, in quanto competenti, erano considerati anche “di parte”, se ne deduce che si avesse titolo a tanto più “discettare su” e “occuparsi di” un problema solo quanto più incompetenti si fosse stati. Ma allora non c’era internet: oggi, dal basso di una tastiera, chiunque può assurgersi a competente di qualsiasi cosa. Potremmo chiamarla demcrazia dell’esternazione. Grazie a essa, casalinghe annoiate possono disquisire di vaccini e irriducibili santoni dire che il bicarbonato è ottimo per curare il cancro.

La democrazia è un delicatissimo fiore e, se non è maneggiato con la massima cura, appassisce fino a marcire. In particolare, la democrazia non si applica alla scienza, intendendo con ciò il metodo scientifico. E negli odierni tempi di malintesa democrazia, i rischi di deterioramento crescono col crescere degli incompetenti, alla cui voce internet concede ampia eco. Per fortuna ogni tanto siamo deliziati dalla voce, anche se non sufficientemente possente, dei veri competenti. Una di queste rare e flebili voci è quella del Prof. Pellegrino Conte, ordinario di Chimica Agraria dell’Università di Palermo, che ci aiuta a “smascherare falsi miti e leggende”, come recita il sottotitolo del suo “Frammenti di Chimica” (C1V edizioni).

Non è un libro di chimica tradizionale, sennò non saremmo qui a scriverne (diciamo che il sottotitolo è più appetitoso del titolo), ma è una cassetta degli attrezzi per distinguere il vero dal verosimile, o dal palesemente falso. Bisogna sempre diffidare, avverte l’autore, dei santoni che dicono di essere dei novelli Giordano Bruno o redivivi Galileo Galilei e che lamentano di essere vittime della scienza ufficiale: non esiste alcuna scienza ufficiale! Così come non esiste il consenso scientifico: esiste solo il metodo scientifico. Ed è proprio sulla natura del metodo scientifico che l’autore ci illumina, in modo accattivante e piacevole. Gli esempi trattati sono molteplici, dall’immancabile omeopatia (che ogni buon chimico vede come il fumo negli occhi), alle acque in bottiglia, allo zucchero (sapete la differenza tra zucchero bianco e zucchero bruno?). Il libro è un prontuario che insegna a leggere le etichette, ma che può anche essere un salvavita, come salvavita sono, ci stupisce l’autore, alcuni esplosivi. Eh, già, perché a volte crogiolarsi in fasle credenze è come pretendere di usare una mappa di Roma quando ci si trova a Milano: esercizio forse divertente, ma che può essere fatale a chi si è veramente perduto.

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