La vitamina C (acido ascorbico) e l’evoluzione

Sapete cos’è la L – gulonolattone ossidasi? Devo dire che letta così, sembra una parolaccia. In realtà, dal solo nome, come chimico, io capisco che si tratta di un enzima. Tuttavia non essendo un biochimico ed avendo sostenuto l’esame di biochimica nel purtroppo lontano 1988 (accidenti… già tutto sto tempo è passato?), mi ricordo ben poco, se non nulla, in merito alla sua funzione. Ho dovuto studiare per scrivere questa pillola e renderla digeribile non solo a me, ma anche ai non addetti ai lavori. Spero di esserci riuscito.

La L-gulonolattone ossidasi, chiamiamola per semplicità GLO, è un enzima coinvolto nella biosintesi dell’acido ascorbico che, comunemente, siamo abituati a chiamare vitamina C.

La vitamina C è importantissima per tutti gli esseri viventi. Per i mammiferi come noi è utile a contrastare lo scorbuto, una malattia che nel XIX secolo colpiva soprattutto i marinai che per lunghi periodi di tempo, durante la navigazione, non erano in grado di mangiare frutta fresca. In realtà, nel XIX secolo, anche quando erano a riposo a terra, i marinai evitavano la frutta e la verdura per mangiare principalmente carne, quando potevano, perché ritenuta il cibo dei ricchi. A terra e nei giorni di paga, chi poteva si rimpinzava di carne. Una dieta ricca di proteine e povera di vegetali è comunque deleteria; ma di questo parlerò in un’altra pillola.

Torniamo a noi e al Gulonolattone.

L’enzima GLO serve per sintetizzare la vitamina C, come detto. Quasi tutti i mammiferi riescono a sintetizzarla. Solo alcuni primati, i megachirotteri, ovvero pipistrelli noti come volpi volanti, e le cavie riescono a recuperare la vitamina C dalla loro alimentazione. Seguendo un regime dietetico bilanciato (chiedo perdono ai nutrizionisti che mi leggono se uso un linguaggio inappropriato) i problemi legati alla carenza di vitamina C non si presentano. Anche noi, come accennato, abbiamo bisogno di alimentazione per assumere la vitamina C. Noi, come quei pochi animali citati, non siamo in grado di sintetizzare la GLO. ma…sorpresa sorpresa: dalla mappatura del nostro, come di altri, DNA è venuto fuori che nel nostro genoma possediamo la sequenza genica necessaria per la sintesi dell’enzima citato. Come è posibile? E come mai, pur avendo tutto quanto necessario alla sintesi della vitamina C, abbiamo bisogno di assumerla mangiando?

La sequenza genica deputata alla sintesi del GLO è, purtroppo, disattivata. Fa parte dell’insieme delle informazioni genetiche che compongono il nostro junk DNA, ovvero il DNA spazzatura. La presenza di frammenti di DNA spazzatura è la prova tangibile che i processi evolutivi, che si basano su piccole modifiche di ciò che esiste per il miglioramento adattativo degli esseri viventi, sono un fatto reale e non la mera fantasia di un vecchio signore che, nella parte finale della sua vita, ha scritto una favoletta per far quadrare il cerchio delle sue osservazioni.

Quando, per effetto del cambiamento alimentare al quale ci siamo adattati durante la nostra evoluzione, abbiamo cominciato ad assumere vitamina C dagli alimenti, il nostro metabolismo ha pensato bene di spegnere l’interruttore per la sintesi di GLO per un motivo ben preciso: la via biosintetica per il GLO era troppo dispendiosa in termini energetici, mentre era più conveniente, energeticamente parlando, ricavare la vitamina C dagli alimenti. Il risultato finale è che, pur avendo gli strumenti adatti a fare un certo lavoro (sintesi della vitamina C), non siamo in grado di svolgerlo perché abbiamo perso la chiave che apre la cassetta degli attrezzi.

Per saperne di più:

Jerry A. Coyne, Perché l’evoluzione è vera, Codice edizioni (2011)

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