Acqua micellare. Ancora sulla dicotomia marketing/chimica

Questo è un post che ho scritto sulla mia pagina Facebook a Marzo 2016. Ero in viaggio ed ascoltavo distrattamente la televisione, quando sentii parlare di “acqua micellare”. Mi sono subito incuriosito ed ho fatto una veloce ricerca in rete per capire di cosa stessero parlando in televisione. Da qui in poi riporto quanto scritto un anno fa.

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Potenza del marketing. Sono in viaggio e vagando qui e là mi è capitato di ascoltare un po’ di televisione. Uno spot pubblicitario dedicato alle donne esaltava le proprietà di un prodotto cosmetico chiamato “acqua micellare”. La mia curiosità chimica ha preso il sopravvento e mi sono chiesto cosa mai fosse questa cosa di cui non avevo mai sentito parlare.

Devo dire che, come chimico, so cosa sia una micella. Semplicisticamente, una micella non è altro che un aggregato supramolecolare in cui molecole con certe proprietà sono tenute insieme da interazioni di Van der Waals. Non si tratta di parolacce. Vuol solo dire che tante molecole anfoteriche, ovvero che hanno una estremità polare ed una coda apolare, quando sono in acqua ad una certa concentrazione, indicata come concentrazione micellare critica (CMC), tendono ad aggregarsi in modo tale che tutte le code apolari si mettono insieme ed escludono le molecole di acqua che tendono a rimanere vicine alle estremità polari. Si dimostra matematicamente che questo arrangiamento è favorito per fattori di carattere energetico. Ma non è il caso di andare oltre. Molecole che hanno questo comportamento sono, per esempio, i trigliceridi presenti nell’olio. Avete hai mescolato olio e acqua? Beh, fatelo. Osserverete la formazione di gocce di olio. Sono micelle. Altre molecole simili sono quelle che compongono i saponi. Ebbene, col termine di “acqua micellare” si intende proprio acqua e sapone. In altre parole, vi fanno pagare a peso d’oro delle formulazioni cosmetiche che altro non sono se non il classico “acqua e sapone” delle nostre nonne.

fonte dell’immagine di copertina: Wikimedia commons

6 risposte a “Acqua micellare. Ancora sulla dicotomia marketing/chimica”

  1. La creazione dell’acqua micellare é stata probabilmente dovuta al fatto che non fa bene lavare sempre la faccia con l’acqua del rubinetto, perchè può contenere tra le altre cose il calcare, e il sapone usato può essere troppo aggressivo nei confronti della pelle del viso e del corpo, zone sensibili e che danno facilmente problemi. In più ci sono acque micellari che costano pochissimo e durano mesi poiché ne bastano poche gocce.
    Anche dopo aver lavato la faccia con “acqua e sapone”, passando un pezzo di cotone imbevuto di acqua micellare si potranno notare residui di sporco ancora presenti sulla pelle.

    1. Grazie, sarebbe interessante verificare se dopo il lavaggio con acqua e sapone, lo strofinìo del viso con un batuffolo di cotone umidificato con semplice acqua produce lo stesso risultato 🙂

    1. In realtà la differenza sta nel fatto che l’acqua micellare contiene piccole quantità di materiali che trattengono acqua ed impediscono quei bruciori fastidiosi che si sentono quando si usa un sapone. Inoltre, la quantità di surfattante è inferiore a quella dei saponi così da minimizzare ancora di più gli effetti indesiderati. Il meccanismo di funzionamento è lo stesso che con i saponi. Il punto è che il costo di questi prodotti è alto se si considera che è, praticamente, un po’ di acqua con minime quantità di surfattanti e profumi. Uno si potrebbe fare questi prodotti a casa divertendosi e risparmiando

      1. Cosa che io ho fatto, più o meno: non ho riprodotto un’acqua micellare ma una mousse detergente, diluendo una parte di sapone liquido per l’igiene intima in circa 4-5 parti di acqua e utilizzando un flacone con pompetta apposita per fare uscire direttamente la schiuma (riciclata da una mousse acquistata).
        I risultati sono: una pulizia leggermente più rapida perché la schiuma è già pronta senza strofinare (sembra schiuma da barba); un bel risparmio di prodotto, perché utilizzo molto meno sapone rispetto ad usarlo “puro”; nessun bruciore agli occhi e azione più delicata sulla cute proprio per la diluizione.
        Ho letto anche l’altro articolo sull’argomento e devo farle i miei complimenti: ammiro molto la pazienza sua, dei dottori Burioni, Di Grazia, Bressanini e gli altri divulgatori e debunker. Io mi ritengo piuttosto calma e paziente, ma con le bufale e i suoi sostenitori proprio non ce la faccio!

        1. La ringrazio per il suo supporto e le faccio io i complimenti per la sua iniziativa nell’aver prodotto un detergente casalingo

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