Il futuro dell’agricoltura non è nel bio

 

Per una volta uso il mio blog per dar voce ad un documento che un certo numero di imprenditori agricoli e colleghi accademici, alcuni dei quali conosco personalmente, ha sottoposto all’attenzione dei nostri rappresentanti nel Parlamento della Repubblica. Si tratta di un documento che evidenzia tutti i limiti della cosiddetta agricoltura biologica, in cui ricade anche quella pratica esoterica che viene indicata come agricoltura biodinamica di cui ho parlato anche qui nelle famose sette domande ai firmatari della lettera aperta sulla libertà della scienza, alle quali Enrico Bucci ed io attendiamo ancora risposta.

Di agricoltura biologica, nel mio piccolo, ho discusso anche io in due documenti (qui e qui), uno dei quali era la lettera della Professoressa Cattaneo in risposta alle farneticazioni scritte da Michele Serra, noto giornalista italiano.

Nel documento inviato ai parlamentari, i firmatari (a cui mi sono appena aggiunto anche io) evidenziano come la migliore pratica agricola sia quella ottenuta dall’integrazione di tutte le migliori tecnologie al momento disponibili. Non voglio fare lo spoiler di questo documento che invito a leggere e firmare qui o cliccando sulla figura sottostante.

 

3 risposte a “Il futuro dell’agricoltura non è nel bio”

  1. Il cosiddetto “ bio” non può esistere , visti inquinamento idrico, atmosferico, pedologico . È decisamente più intelligente utilizzare tecnologie derivanti da studi e ricerca

  2. I finanziamenti della nuova PAC sono orientati allo sviluppo di un’agricoltura sostenibile intesa a ridurre gli input chimici sia per la concimazione delle colture sia per la difesa delle stesse dalle malattie parassitarie.
    Ritengo che il futuro non è nel bio ma anche nel bio. Non mi sento affatto di escludere questo sistema di produzione, purchè adeguatamente controllato, su cui molti consumatori basano la loro alimentazione.

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